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lunedì 22 agosto 2016

L'eco degli déi e dei Celti al Passo della Mezzaluna

Ci sono luoghi in cui il passato risuona ancora, più forte e prepotente del presente. Sono posti in cui la vita di popoli antichi è tangibile, vera, concreta, e la natura tutto intorno ne propaga l'eco, dandoci la possibilità di ascoltarla, sentirla e persino vederla.
Uno di questi posti si trova sul sentiero per il Passo della Mezzaluna, che attraversa il Bosco di Rezzo e in cui si trovano tracce degli antichi insediamenti pastorali della zona, la cui presenza è ben visibile nel Ciotto di San Lorenzo.
Ci troviamo nella provincia di Imperia, nella Valle Argentina, così ricca di mistero, magia e tradizioni. Qui, in Liguria, le antiche popolazioni vennero a contatto con i Celti e ne assorbirono usanze e cultura; la presenza celtica tra questi sentieri e in giornate nebbiose si fa prepotente, tanto che sembra di essere finiti in un tempo lontano, quando druidi, fate e divinità camminavano ancora sulla Terra. 
Il sentiero si inoltra nel bosco, dove faggi maestosi e noccioli sono i padroni indiscussi. L'atmosfera è surreale e un cartello avverte subito della presenza del lupo. 




Sopra di noi un tetto di foglie copre la vista del cielo, un fogliame così verde da sembrare uscito da una cartolina irlandese. 



Gli alberi sono alti, imponenti e non si può fare a meno di sentirsi piccoli al loro confronto. Quello di Rezzo è un bosco antico, suscita rispetto, tant'è che viene spontaneo abbassare il tono della voce quando si percorre il sentiero tra i faggi. Si dice che tra le radici di quegli alberi si nascondano le abitazioni di fate e spiritelli silvani, troppo timidi e timorosi della presenza dell'uomo per lasciarsi osservare, ma non per questo meno veri e reali.
Pietra-altare
Si prosegue in falso piano nella foresta fino ad arrivare là, in uno dei punti di maggiore interesse dell'intero sentiero. Il Ciotto di San Lorenzo è un posto davvero intriso di magia, l'energia che emana è tangibile, si sente sottopelle. Prima dell'arrivo dei Romani, ogni anno i pastori percorrevano questo sentiero per la transumanza e giungevano in questa depressione del terreno per spartirsi i pascoli alti del Passo della Mezzaluna, non prima di aver sacrificato un animale agli dèi. Quell'altare sacrificale è ancora lì, ricordo di tempi lontani, di timore reverenziale e rispetto verso quella natura che oggi deturpiamo senza pietà né scrupoli. E' ancora presente anche la coppella per raccogliere il sangue della vittima, con relativo canale di scolo. 
Poco distante dalla pietra-altare, un cerchio di pietre delimita l'area di riparo dei pastori e là, sopra la depressione del terreno, si ammira una pietrafitta, un antico menhir la cui datazione si è persa nel tempo e che serviva per le osservazioni astronomiche. 

Pietre disposte a perimetro (il cerchio di pietre)
E' una roccia alta due metri, larga sessanta centimetri e spessa dieci che oggi si presenta inclinata. Un tempo segnava l'azimut del sole al tramonto nel periodo del Solstizio invernale.

Il menhir
La nebbia avvolge tutto, rendendo l'esperienza ancora più mistica. I corvi imperiali osservano i nostri passi, gracchiando e volando intorno a noi, guardiani alati di un luogo ricco di storia e conoscenza che mi hanno riportato alla mente i corvi di Odino, Huginn e Muninn (Pensiero e Memoria). Impossibile non farsi sopraffare dalla magia del luogo, non lasciarsi trasportare dalla fantasia, e allora persino Avalon sembra reale in quel cerchio di pietre, a un passo da noi. Massi di  enormi proporzioni caduti dall'alto hanno permesso la costruzione di rifugi improvvisati, che hanno tutta l'aria di "capanne dello stregone". E poi la nebbia... avvolge tutto, persino i pensieri, aprendo l'immaginazione a un mondo che va oltre la materialità, sfiora il sensibile e proietta verso l'immateriale, l'intangibile e l'incredibile.

Dentro il cerchio di pietre
La capanna, un riparo improvvisato all'interno del cerchio.
Lasciato quel posto di rara bellezza con un senso di pace e comunione con la Natura tutta, si prosegue ancora nel bosco, che man mano diventa più cupo. E di nuovo il silenzio si impone, interrotto solo dai versi degli uccelli che avvertono il Bosco della nostra presenza. Tra quegli alberi lupo e cinghiale la fanno da padroni, si percorre il sentiero guardandosi intorno, alla ricerca di due occhi gialli in mezzo al fogliame. E lo si fa con il cuore in gola per l'emozione, cercando avidamente la loro presenza, come se fosse essenziale, come se la nostra anima avesse un atavico bisogno di scorgerli, per poi non dimenticarli mai più.



E infine, dopo qualche salita e attraversando praterie montane che aprono lo sguardo e il cuore, si arriva lassù, al Passo della Mezzaluna (1454 m.s.l.m.) . Gli occhi abbracciano l'immensità e ci si sente ristorati, sereni, accolti da Madre Natura come figli tornati ad amarla e a venerarla. 

Il Passo della Mezzaluna
L'erba dei pascoli è ormai secca, l'autunno sembra più vicino qui. E ancora voli di corvi ci rammentano che non siamo soli, che siamo chiamati a rispettare la bellezza tutto intorno e ad ascoltarla, comprenderla e farla nostra.
Dopo una sosta si riparte e si torna indietro, assaporando ogni passo che ci separa dalla civiltà cittadina che ci eravamo lasciati alle spalle. Si vorrebbe restare lì, dove il cielo si tocca con un dito e dove gli déi del passato parlano ancora. Ci si consola, però, con uno zaino alleggerito dopo aver consumato un pranzo al sacco, ma arricchito dalle esperienze indescrivibili e dalle emozioni avvolgenti della giornata, con la speranza di poterle rivivere presto. 

giovedì 18 agosto 2016

Lunario magico: Luna Piena del Grano



Nome: Luna Piena del Grano
Giorno: giovedì 18 agosto 2016
Ora di plenilunio: 11:28
Impulso lunare: ascendente
Transito lunare: Acquario
Dimora lunare: XXVI
Transito solare: Leone
Vuoto lunare: dalle ore 17:00 alle ore 21:00 di giovedì 18 agosto 2016.
Pianta del giorno: Grano e cipresso.
Energie: autostima, vitalità, salute, amicizia.
Rituali: amore, amicizia, passioni intellettuali, raccolto personale.



La Luna del Grano illumina i campi maturi, è tempo del raccolto e di mettere da parte con saggezza le provviste per l'inverno. Questo plenilunio ci invita a prendere esempio dal momento agricolo e naturale per iniziare a fare un bilancio di ciò che spiritualmente e personalmente abbiamo ricevuto quest'anno, ponendo lo sguardo verso l'inverno che sta per arrivare. Prepariamoci psicologicamente alla chiusura autunnale, alla fine di un ciclo e all'inizio di uno nuovo.
Il grano, a cui questa lunazione è dedicata, simboleggia ricchezza e abbondanza, che oggi abbiamo la possibilità di portare nelle nostre vite. Prendiamoci del tempo per liberare le nostre emozioni più profonde.
Anche l'impulso lunare di oggi ci suggerisce l'idea del raccolto: è tempo di nutrire la nostra anima e di rinforzarci, conservando il meglio di noi e ciò che ci rende quello che siamo.
Oggi potremmo essere più emotivi del solito, la Luna Piena inoltre porta con sè nuove e numerose idee, è possibile in questi giorni sentirsi in armonia nei confronti dell'ambiente e delle persone che abbiamo intorno, per cui sfruttiamo queste energie benefiche incanalandole verso qualcosa di positivo.
La Luna in Acquario è adatta ai rituali per l'amicizia, la libertà, le conoscenze scientifiche e per cambiare cattive abitudini. Si guariscono problemi del sangue e di polpacci e caviglie.
La dimora lunare di oggi è utile per attirare protezione su amore, amicizia e affari e per propiziare un matrimonio. Oggi, inoltre, possiamo operare per l'ambizione, la carriera, le finanze, la ricchezza, la  fortuna, la saggezza, la serenità, le relazioni sociali e gli onori. Il Sole transita in un segno di fuoco, per cui ci comunica che è il giorno giusto per occuparsi di ciò che ci appassiona sia a livello sentimentale che intellettuale. Oggi siamo audaci e coraggiosi e, se non lo siamo, possiamo occuparci di tutte quelle faccende che richiedono queste due caratteristiche, perché il transito solare ci aiuterà a trovare il coraggio e l'audacia necessarie dentro di noi. Possiamo inoltre operare per la salute intesa come forza vitale, per l'aumento di forza morale, l'autorevolezza, la protezione da individui dalla personalità dominante e da situazioni che impediscono una vita indipendente.



Fonti di riferimento per i dati raccolti:
- Il cerchio della luna
- Cronache esoteriche
- Le porte della Luna, Devon Scott
- Almanacco magico, Devon Scott
- Incantesimi con la luna, Diane Ahlquist

martedì 16 agosto 2016

I Tarocchi: consacrarli, purificarli e interagire con loro.

Abbiamo visto le caratteristiche principali e di base dei Tarocchi, conosciuto l'importanza degli Arcani Maggiori e degli Arcani Minori, ma prima di inoltrarci nel cammino iniziatico e conoscitivo delle diverse carte che compongono i Tarocchi, è bene parlare di alcune azioni preliminari da svolgere prima di utilizzarli.
Come già detto nella prima "lezione" di questo corso (se ve la siete persa, la trovate qui), se avete intenzione di imparare con serietà a leggere i Tarocchi, dovrete procurarvi un mazzo il più possibile tradizionale. Dopo aver scelto il vostro mazzo con cui cominciare, dovrete necessariamente consacrarlo. Tenete presente, anche, che periodicamente le vostre carte andranno purificate per allontanare ristagni di energia che possono essere dannosi, pericolosi e "sporcare" energeticamente le letture successive.
Andiamo dunque con ordine e vediamo come effettuare queste operazioni.

CONSACRAZIONE

Consacrare significa rendere sacro qualcosa attraverso un atto di dedicazione. Consacrando un oggetto, trasferiamo in esso una certa energia, che dipende dal tipo di uso che vogliamo fare di quel dato oggetto. 
La consacrazione del mazzo consente di stabilire un legame forte tra l'individuo e i suoi Tarocchi, eliminando ogni influenza proveniente dall'esterno. Ciò permette di aprire una strada verso cui dirigersi e dirigere le energie delle proprie carte e di chiuderne invece altre, dando un'impronta precisa al nostro percorso.
E' bene sapere che, una volta consacrato, il mazzo apparterrà completamente al soggetto, così come il soggetto apparterrà al suo mazzo. E' grazie alla consacrazione che i responsi delle carte potranno essere precisi e infallibili, poiché si instaura un legame profondo tra esse e la persona che le 
possiede. Per questo motivo, non è saggio far toccare le proprie carte ad altre persone, neppure quelle a noi più care: esse devono possedere la nostra energia e la nostra soltanto. Ovviamente, se il consultante è diverso dal possessore delle carte, può toccare per un istante la carta, giusto il tempo di scegliere quella che l'intuito gli suggerisce per la lettura, ma niente di più. Fate la massima attenzione nel custodire il vostro mazzo, siatene gelosi.
Il rito consacratorio permette al soggetto di entrare in contatto con i singoli simboli e sviluppare la sensitività e la sensibilità che consente di vedere oltre il piano materiale attuale.
Prima di consacrare il vostro mazzo, provvedete a purificare voi stessi, sia spiritualmente che materialmente. Pulite la mente dai pensieri negativi, alleggerite il vostro cuore dalle angosce e dai pesi che lo affliggono e riempitelo di serenità. Lavatevi con cura, magari immergendovi nell'acqua di un bagno purificatore in cui avrete messo del sale delle erbe di purificazione (lavanda, salvia, rosmarino...).
Vi sono molti modi di consacrare un mazzo di Tarocchi a seconda della cultura dei diversi luoghi, ma il metodo più antico e più concreto è quello di consacrare il mazzo ai Quattro Elementi. 
Non esistono metodi giusti e metodi sbagliati, esiste ciò che è più adatto a voi, per cui meditate a lungo su come svolgere il rituale, quando e a chi/cosa dedicarlo. C'è chi dedica i propri Tarocchi a una Divinità, chi li consacra alla Luna... insomma, sentitevi liberi e seguite l'istinto, stando però molto attenti a ciò che sceglierete.
Entrate in comunione con i simboli di ogni carta già da giorni prima, sfogliando i vostri Tarocchi, tenendoli in mano e osservandone i dettagli. Potete svolgere la consacrazione in Luna Piena, momento energetico molto forte.
Quando sarà giunto il momento, ponete il mazzo a faccia in su sopra un panno pulito, possibilmente bianco, e tracciate il cerchio sacro intorno a voi. Procuratevi delle candele, dell'incenso possibilmente in grani, del sale e dell'acqua, ponendoli nelle Quattro Direzioni corrispondenti (Incenso = Aria = Est, Candela = Fuoco = Sud, Acqua = Acqua = Ovest, Sale = Terra = Nord).
Passate quindi le carte una a una e da entrambi i lati su questi simboli fatti materia partendo da Est (incenso) e procedendo in senso orario, assicurandovi di fare tutto molto lentamente e avendo cura di non trattenere né avvicinare troppo le carte sulla fiamma delle candele per evitare di bruciarle. Spruzzatele di acqua e mettete su ognuna pochi granelli di sale grosso. Carta per carta, pronuncia late seguente formula rituale concentrandovi:

"Io ti consacro nel nome di ........ e mi impegno a utilizzarti esclusivamente a scopi benefici e per il bene del prossimo."

Riponete poi la carta girata verso il basso a fianco del mazzo e ripetete l'operazione per le rimanenti 77 carte. Una volta che il mazzo si sarà ricomposto sul piano di lettura, intingete il dito nell'acqua benedetta e tracciate sul dorso del mazzo il simbolo del pentacolo, poi mescolatelo per 7 volte. Tagliatelo in due mazzetti e invertitene l'ordine, poi riponete il mazzo in una stoffa chiara o in una custodia realizzata da voi, prendetelo con entrambe le mani e ripetete un'ultima volta la formula rituale.
Queste sono le indicazioni generali, ma potete modificare il rituale in base al vostro intuito, seguendo l'istinto e ciò che esso vi suggerisce. L'importante é che vi poniate con un atteggiamento di profondo e sentito rispetto, poiché non state parlando con oggetti inanimati, ma con simboli che vi guideranno e vi accompagneranno per sempre. E' bene anche precisare che non dovete avere paure né timori, fate tutto con la massima tranquillità, aprendo il vostro cuore e sintonizzando la vostra anima sull'azione che state svolgendo.
Una volta conclusa la consacrazione, fate in modo di portare con voi il mazzo mettendolo in borsa, sul comodino alla sera, perché possiate entrare in simbiosi con i simboli che le carte riproducono.
A questo punto riservate alcuni minuti della giornata per impararne ciascun simbolo che essi nascondono e meditate su di esse ogni volta che ne avete la possibilità. Scoprirete che apriranno la vostra mente a nuovi livelli di conoscenza, permettendovi di percorrere un cammino importante di crescita. 

PURIFICAZIONE E PROTEZIONE

Come abbiamo visto, ogni oggetto ha in sé delle energie. Alcune di queste sono intrinseche all'oggetto, basti pensare ai cristalli e alle erbe; altre, invece, vengono assorbite da esso dall'ambiente circostante, dalle persone con le quali viene in contatto e dalle circostanze. Purtroppo non sempre le energie sono in armonia con l'oggetto, spesso finiscono per alterarne la vibrazione, motivo per cui è necessaria una purificazione attenta e periodica.
E' bene tenere presente che ogni mazzo di Tarocchi ha di per sé una sua energia, una sorta di "impronta" datagli da chi lo ha ideato, disegnato e realizzato, per questo motivo bisogna sceglierlo con cura, senza farsi trasportare troppo dalla bellezza estetica. Dovete essere in grado di interagire con le energie e le vibrazioni del vostro mazzo, lasciandole fluire in voi e imparandone il linguaggio, sentendolo affine al vostro modo di vedere le cose.
Per la purificazione, possiamo basarci sul rito di consacrazione. Se sentiamo che le carte sono molto sporche e hanno accumulato molta energia negativa, purifichiamole una per una come per la consacrazione, servendoci dell'aiuto dei Quattro Elementi.
Se volete, potete bruciare delle erbe purificatrici essiccate (elemento Terra) in una conchiglia (Acqua): il fumo rappresenterà l'Aria e il fuoco il suo elemento, richiamando così in un solo gesto tutta la potenza dei Quattro Elementi e delle Quattro Direzioni.
Se, invece, il mazzo non presenta ristagni così importanti,  è sufficiente passarli sui fumi di un incenso, il migliore e maggiormente consigliato è lo Smudge Stick di salvia, erba purificatrice per eccellenza.
Un altro rito che può andare bene per ripulire superficialmente le vostre carte è il seguente.
In una notte di Luna Piena, accendete un incenso per la purificazione, passate fra i suoi fumi il mazzo, immaginando che questi lo ripuliscano da ogni impurità, quindi legatevi sopra e sotto delle foglie di alloro e salvia e mettetelo nel suo sacchettino. Se avete anche una scatola in cui riporlo mettetelo nel cofanetto, lasciandolo aperto. Passate tutto nuovamente tra i fumi dell’incenso immaginando che i suoi fumi purifichino tutto, quindi mettete il cofanetto aperto su un davanzale , esponendolo ai raggi della Luna. Il mattino seguente ritirate il mazzo.
Una volta purificato il mazzo potrebbe assorbire nuovamente energie disarmoniche dovute alle persone che verranno a farvi visita, anche solo incidentalmente, o a emozioni negative dovute a eventi accaduti nella vostra casa. E’ bene, dunque, proteggere il mazzo il più possibile, per questo è tradizione avvolgerlo in un panno o riporlo in apposite borsette che, servendosi delle vibrazioni dei colori o di disegni e decori, possano proteggere il mazzo dalle influenze ambientali grazie alle loro energie positive. Solitamente si usa il cofanetto per proteggere il mazzo tra le mura domestiche, mentre la custodia (o sacchetto) viene sfruttato per la sua praticità durante il trasporto delle carte. Sarebbe opportuno, inoltre, procurarsi un tappetino di un tessuto naturale e di un colore possibilmente neutro su cui effettuare le letture. Il telo, infatti, serve a isolare le carte dal piano d'appoggio, che spesso è un tavolo su cui siamo abituati a svolgere diverse attività e che, per questo motivo, trattiene energie che non dovrebbero entrare a contatto con il vostro mazzo di Tarocchi, a meno che non si tratti del vostro altare.
Per favorire la protezione dei Tarocchi e mantenerli puliti più a lungo, possiamo affidarci ad alcuni semplici rimedi naturali, scegliendo quello che più ci aggrada.
Pietre e cristalli vengono in nostro aiuto, così come i sacchettini di erbe cuciti da noi. Tra i minerali, si consiglia l'introduzione di un quarzo ialino all'interno del contenitore dei nostri Tarocchi: lo terrà protetto e assorbirà le energie negative senza che esse intacchino le carte. Ricordatevi, tuttavia, di purificare e riprogrammare spesso il quarzo o il cristallo che avete scelto, altrimenti la sua funzione benefica verrà vanificata una volta che esso risulterà saturo di negatività.
Stesse regole valgono per i sacchettini di erbe: se potete, assicuratevi che le piante da voi scelte siano state raccolte in luoghi con energia positiva e realizzatelo da voi, cucendolo e scegliendo le erbe che più vi sembrano adatte (salvia, rosmarino, lavanda e alloro sono tra le più consigliate). Ovviamente dovremo sostituire il sacchettino periodicamente con uno nuovo, all'incirca due volte l'anno.
Un altro metodo può essere quello di inserire dentro il cofanetto/sacchettino dei Tarocchi una piccola Orgonite: essa accumulerà le negatività, rilascerà energia positiva e potrà semplicemente essere ricaricata alla luce del sole.

INTERAGIRE CON LE CARTE

Per sviluppare le proprie capacità e affinare l'intuito, sarebbe opportuno lavorare con le carte, maneggiarle, riflettere sul loro significato fin da subito, anche senza averle studiate.
La sera accendete un incenso divinatorio, stendete il tappetino da divinazione e guardate ogni Arcano. Associate a ognuno di essi un aggettivo o una parola che, in qualche modo, la descriva. Scrivete le vostre impressioni e tutto ciò che la carta vi suggerisce in un quaderno: in futuro potrebbe tornarvi utile riconsultare ciò che avete scritto e confrontarlo con quanto imparato.
È importante prendere confidenza con il mazzo di carte, invitandolo a parlarci. Possiamo stendere le carte secondo combinazioni inventate da noi, osservando il modo in cui ogni carta sembra parlare in relazione alle altre. Ricordiamoci che i Tarocchi non vanno considerati singolarmente, ma nell'insieme: le carte parlano se messe a confronto le une con le altre, quindi è bene imparare fin da subito a scorgere analogie tra di esse.
Per prendere confidenza con il mazzo, possiamo anche mescolarlo e riordinarlo numericamente, questo servirà ad imprimergli la nostra energia e a imparare i nomi e la numerazione delle carte a memoria.
Un altro metodo per “addomesticare” il mazzo ed entrarci in confidenza, potrebbe essere quello di estrarre una carta al giorno. A fine giornata riprendete in mano la carta che avevate estratto al mattino e riflettete su ciò che essa voleva insegnarvi, comunicarvi.

Fonti:
- http://figlieluna.altervista.org/mazzo.htm
- http://www.leggere-i-tarocchi-per-crescere.com/consacrazione-tarocchi.html
- http://www.bethelux.it/tarocchipersonali1.htm
- http://www.cronacheesoteriche.com/CronacheEsoteriche/corso_PurificaTarocchi.jsp
- http://www.ildestino.it/purificazione.html
- http://www.wikihow.com/Read-Tarot-Cards

giovedì 11 agosto 2016

Introduzione ai Tarocchi

Tra tutti i metodi divinatori, quello dei Tarocchi è forse il più approfondito, famoso e, talvolta, anche temuto.
L'origine dei Tarocchi si perde nella notte dei tempi. Per alcuni provengono dalla Cina, per altri dall'antico Egitto, dalla Cabala o dall'Alchimia. Non mi dilungherò sulla parte storica, poiché essa è reperibile ovunque e in qualunque sito sul web.
Sebbene siamo spesso abituati a pensare a queste carte associandole a sedicenti indovine di Luna Park, banalizzandole anche, i Tarocchi costituiscono uno strumento potente, da maneggiare con cura e saggezza. E' innegabile l'energia che emanano, la potenza che trapela dai simboli riportati su carta, ma questi non devono spaventarci, bensì spronarci a conoscerli meglio. Il tipo di approccio che bisogna avere con i Tarocchi è di rispetto, innanzitutto, ma anche di umiltà e introspezione. Sì, perché leggere i Taorcchi non significa semplicemente sbirciare nel futuro di un amico: significa entrare in contatto con la propria anima e quella altrui, affrontare le proprie paure a testa alta, saper guardare alla realtà delle cose con umiltà ed essere pronti a percorrere un cammino di crescita personale e spirituale.

I Tarocchi, di fatto, costituiscono nel loro complesso un trattato di alta filosofia esposto per immagini.
Sono considerati come un libro esoterico a fogli staccati che ci è pervenuto attraverso i secoli e per apprezzarli è necessario studiarli in modo approfondito. Essi, infatti, parlano solo a coloro che hanno imparato a comprenderli.
I Tarocchi ci insegnano a immaginare nel modo giusto, con l'aiuto di un autentico alfabeto dell'immaginazione. La difficoltà nell'impararli sta nel fatto che siamo ormai disabituati a immaginare e a leggere e a decifrare i simboli, la nostra anima ha disimparato, ed ecco che, quindi, dobbiamo riappropriarci di questo linguaggio arcano e nascosto. Con i Tarocchi non ci si improvvisa indovini, anche se si è dotati di facoltà divinatorie innate, poiché esse rendono servizi autentici soltanto quando vengono coltivate. La divinazione è un'arte che ha le sue regole come ogni altra arte, e se i Tarocchi devono essere lo strumento di tale arte, è indispensabile che questo strumento delicato sia maneggiato da un artista.

I Tarocchi sono composti di di 78 carte, suddivise in due categorie; la prima è composta da 22 carte chiamate Arcani Maggiori (dette anche Trionfi o Energie), la seconda comprende le rimanenti 56 carte, chiamate Arcani Minori. Questa seconda categoria si divide in quattro serie, o Semi, di 14 carte ciascuna. Gli emblemi distintivi delle serie sono: Bastoni, Coppe, Spade e Denari. Ogni serie comprende dieci carte numerali, a partire dall'Asso (numero Uno) fino a Dieci, più quattro figure: Re, Regina, Cavaliere e Fante.
Il termine arcano viene usato per indicare un segreto di grande importanza, oppure un mistero, qualcosa di occulto e difficilmente conoscibile. Per questo motivo le carte dei Tarocchi sono definite "Arcani": le loro misteriose figure nascondono infiniti significati simbolici.
Dato che gli Arcani Maggiori, come abbiamo visto, sono 22, sono stati spesso posti in relazione con la Cabala ebraica. Altrettante, infatti, sono le lettere dell'alfabeto ebraico. Inoltre, per la numerologia cabalistica, il 22 rappresenta un numero magico.
I Tarocchi sono composizioni simboliche, concepite per uno scopo ben diverso dal gioco. Sebbene sotto la definizione di "Tarocchi" rientri il mazzo intero delle 78 carte, va precisato che in realtà questo nome si riferisce ai soli Arcani Maggiori, numerati e nominati come segue:

0 - Il Matto
I - Il Bagatto
II - La Papessa
III - L'Imperatrice
IV - L'Imperatore
V - Il Papa
VI - L'Innamorato
VII - Il Carro
VIII - La Giustizia
IX - L'Eremita
X - La Ruota della Fortuna
XI - La Forza
XII - L'Appeso
XIII - La Morte
XIV - La Temperanza
XV - Il Diavolo
XVI - La Torre
XVII - Le Stelle
XVIII - La Luna
XIX - Il Sole
XX - Il Giudizio
XXI - Il Mondo

Gli Arcani Maggiori rappresentano simbolicamente la vita dell'Uomo e sono considerate le carte più antiche pervenute fino ai giorni nostri.

Gli Arcani Minori non sono meno importanti dei Maggiori. Ogni seme corrisponde ai quattro Elementi pitagorici.

Bastoni = Fuoco
Il Fuoco è l'agente trasformatore delle cose destinate a perire e quelle che devono nascere. E' la rigenerazione, rappresenta il Sole sulla Terra, è energia, luce, calore. Paracelso affermava che il Fuoco è uguale alla vita. E' l'energia che produce e distrugge. Dunque il seme dei Bastoni, per la sua analogia con l'elemento Fuoco, rappresenta il progresso, l'iniziativa, il dinamismo, l'energia, la creatività, l'attività manuale, sopratutto quella legata alle fonti di energia.
Coppe = Acqua
I significati dell'Acqua si possono riassumere in tre temi dominanti: sorgente di vita, mezzo di purificazione e centro di rigenerazione. 
Le acque rappresentano la totalità delle manifestazioni. Simbolo universale di fertilità e fecondità, l'Acqua è usata anche nei riti di iniziazione. Nonostante le sue virtù, appartiene al mondo della materia e mai al mondo metafisico. Al seme delle Coppe sono attribuiti dunque l'amore, il piacere e la gioia. Indicano i sentimenti profondi dell'anima, i ricordi, la memoria, il passato. La Coppa, in periodo romanico, è stata identificata con il cuore. 
Spade = Aria
L'Aria è un elemento mobile, inafferrabile e inarrestabile. E' il simbolo della comunicazione, non si ferma, non si concentra, è l'intelligenza che si rinnova e agisce, perciò è considerata forza maschile attiva. L'aria è associata all'alito vitale, alla parola, al vento, allo spazion ealla luce, alle tempeste, al volo e agli odori. E' il segno dell'indipendenza e della libertà, è il soffio necessario alla vita, il mondo sottile, la possibilità di espansione. Il seme delle Spade rappresenta la comunicazione, la lotta per l'indipendenza, la fierezza, ma anche l'autorità, lo spirito aggressivo. 
Denari = Terra
La terra indica tutto ciò che è concreto e stabile, che sopporta qualsiasi peso. La Terra è indistruttibile, è la base per fecondare. In essa si sommano tutti i principi passivi, appartiene al genere femminile. Il seme dei Denari  indica tutto ciò che, come la Terra, è materiale, dalle proprietà terriere agli immobili, al denaro. I Denari rappresentano l'impegno concreto, uno studio approfondito, le ricerche biologiche, la geologia. Sono il segno dei mercanti e dei commercianti, ma anche di coloro che hanno una forte resistenza passiva.

Le molteplici letture possibili dei simboli dei Tarocchi dipendono dal tipo di approccio alle carte (esoterico, astrologico, cabalistico ecc.), ma poiché le varie interpretazioni sono complementari, per comprendere il significato di una carta bisogna considerarle tutte. Naturalmente, l'analisi dei simboli finisce per essere molto complessa, ma ciò non deve sorprendere: gli Arcani sono la sintesi di simboli impiegati da molte culture, in differenti luoghi, nel corso di millenni. Attraverso l'analisi delle figure dei Tarocchi di Marsiglia (il mazzo più tradizionale) si è giunti alla conclusione che i disegni degli Arcani non rispondono a semplici motivi artistici, ma piuttosto costituiscono una sintesi delle teorie sviluppate da diverse correnti filosofiche, culturali e occultistiche.
Il ricco simbolismo dei Tarocchi ha dato origine a una serie infinita di speculazioni sulla sua origine, dato che in essi si fondono, tra gli altri temi, immagini bibliche, elementi naturali, costellazioni zodiacali, motivi astrologici, allegorie medievali e riferimenti alla mitologia classica e a quella scandinava. 
Alcuni simboli, poi, si ripetono in diversi Arcani, come i seguenti.
- Acqua. Rappresenta l' "oceano primordiale" da cui sorge la terra; è considerata uno strumento di purificazione e rigenerazione.
- Ali. Sono simbolo di ascensione e spiritualità. Per gli antichi Greci rappresentavano l'intelligenza, per i cristiani lo spirito.
- Angelo. E' il messaggero del divino; il suo ruolo appartiene al campo dello spirito e dell'intelletto.
- Animale. Come archetipo, l'animale rimanda alle potenze istintive e alla sfera subcosciente. Inoltre, è il simbolo dei principi e delle forze cosmiche.
- Barba. E' un attributo della virilità, del coraggio e dell'autorità. Se chi la porta è di età matura, rappresenta saggezza e autorità spirituale.
- Bastone. E' il vincolo verticale tra il cielo e la terra, l'asse del mondo, il simbolo dell'autorità.
- Cappello. Indica la ricezione di energie superiori e simboleggia i pensieri della persona che lo indossa. E' anche un simbolo di protezione.
- Collare. Rappresenta l'unione cosmica fra tutti gli esseri e l'appartenenza dei loro diversi stati a un'essenza comune.
- Colonne. Raffigurano i due pilastri laterali (l'Amore e la Forza) dell'Albero della Vita. Trovarsi tra le colonne significa occupare una posizione importante nel cosmo.
- Fiore. Per la sua forma quasi circolare è associato all'idea del centro, e quindi all'anima; per la sua essenza simboleggia la fugacità delle cose.
- Mantello. Rappresenta la capacità di nascondersi e di sapersi isolare dalle correnti di pensiero dominanti.
- Nudità. Viene collegata all'abbandono dei beni materiali; è anche simbolo di candore e purezza.
- Ruota. Suggerisce la perfezione dello spirito. Immagine sia del movimento che dell'immobilità.
- Scettro. E' il simbolo della fertilità e del dominio, del potere e dell'autorità.
- Spada. Rappresenta la libertà, la forza e il potere della persona che la sfodera.

Questi sono solo alcuni degli esempi, generali e basilari, per iniziare a comprendere il linguaggio con cui sono stati "scritti" i Tarocchi, ed è bene impararli e tenerli a mente quando ci si imbatte nelle varie carte durante una lettura. 
Esistono diversi mazzi di Tarocchi in commercio, scegliete pure quello che più sentite affine a voi, ma è bene precisare che per cominciare sarebbe opportuno imparare a leggere un mazzo classico.
Tra i mazzi tradizionali ricordo:
- Tarocchi Marsigliesi: come indica il nome, sono francesi e da questi hanno preso forma altri mazzi successivi. Risalgono circa agli inizi del 1700.
- Tarocchi dei Visconti: risalgono circa al 1450 d.C. Con ogni probabilità hanno dato origine alla versione che conosciamo dei Tarocchi Marsigliesi.
- Tarocchi Rider-Waite: è forse il mazzo più diffuso al mondo. Risale al 1909.

Nota:
Come ho già avuto modo di dire più volte, ho aperto questo blog per condividere i miei studi, le mie passioni e le mie conoscenze. Dato che so che in molti non hanno la possibilità di acquistare libri, ho deciso di mettere a disposizione dei brani di quelli che ho in casa e che ho accumulato con gli anni per rendere fruibili a tutti le informazioni.
Mi sono interessata ai Tarocchi da poco, quindi spero che questo che ho iniziato oggi possa essere un cammino da fare in vostra compagnia, crescendo insieme. Per questo "corso" di Tarologia mi baserò essenzialmente sulle informazioni trovate in tre testi: 
- I Tarocchi, di Oswald Wirth
- Il grande libro dei Tarocchi, a cura di Giordano Berti (Fabbri Editori)
- I Tarocchi. Come leggerli, come interpretarli, come meditarli, di Antonia Mattiuzzi.

martedì 9 agosto 2016

Tutto quello di cui ho bisogno

Ci sono luoghi in cui il tempo sembra essersi fermato, dove le regole dell'uomo e le sue necessità moderne sembrano perdere ogni importanza. 
Esistono posti in cui l'anima si riposa e si ritrova, il corpo si rigenera e la mente viene avvolta da nuvole di pensieri.
Mi è successo poche volte di provare queste cose sulla mia pelle, momenti preziosi che finisco per custodire nel mio cuore. In questo caso, quel posto magico, antico e potente nella sua sacralità l'ho trovato durante una piccola vacanza in Garfagnana, in Toscana, più precisamente nella bellissima Isola Santa.
E' incredibile, davvero, come niente abbia più importanza davanti alla semplice bellezza di quella natura così rigogliosa, dove la Vita scorre in ogni cosa, tutto intorno a noi.
Il vento tra le foglie degli ontani, le fronde dei noci, le tenere nocciole non ancora mature sugli alberi, una timida rana nascosta nell'ombra... tutto parla, tutto ha una voce, pronta a parlare al cuore di chi ha imparato ad ascoltare.
Seduta lì, sulle rive del torrente freddo come il ghiaccio, mi sono messa in ascolto.
Lo scroscio dell'acqua era un balsamo per l'anima, e il verde... oh, già solo quello bastava a ritrovare la serenità perduta! Non c'erano più le preoccupazioni, il volto si è disteso in un sorriso autentico, vero, che credevo di non riuscire più a disegnare con i miei lineamenti. Gli occhi e il cuore si riempiono di tanta bellezza, ci si vorrebbe affogare, per portarsi dietro un pezzetto di quella felicità e di quella splendida magia anche nella quotidianità, nella vita frenetica e cittadina di tutti i giorni.
Le mani a contatto con l'acqua gelida si intorpidiscono all'istante, come quando si tocca la neve in inverno. E quella stessa acqua parla, ha memoria, racconta di cicli antichi come il mondo, e rigenera, ritempra, dona forza e vigore là dove c'erano stanchezza e dolore. E' un'acqua potente, pur scorrendo delicata e lenta verso la valle, ha una dolcezza disarmante, e porta gioia di vivere. La pelle emersa da quell'acqua profuma di sottobosco, di humus, e ci si sente inevitabilmente spiriti arborei anche noi, liberati finalmente dalle pesantezze, dai pensieri.
E poi lì, di nuovo seduta sulla riva del torrente, ecco un piccolo dono, un ramo di ontano che sembra sussurrare: "Raccoglimi, portami con te". E obbedisco, quasi inconsapevolmente. 
Trascorrendo lì minuti preziosi che vorrei si trasformassero in giorni, mesi, anni, non mi è difficile immaginare i pensieri che passavano per la mente all'uomo di un tempo.
Non è difficile comprendere i cicli della vita a cui nell'antichità si sono dati nomi di dèi e tutto appare chiaro, cristallino come l'acqua. Le foglie sui rami di alberi alti, forse secolari, cadono al suolo a formare un manto morbido e fertile. Alcune cadono in acqua, trasportate dalla corrente. Il terreno è nero, succulento, preparato da quelle stesse foglie che fino a poco fa erano sui rami più alti degli alberi e che ora sono mangiate da insetti, trasformate da microrganismi e porteranno nuova vita. Su quegli stessi alberi, che affondano le radici non nella terra, ma nell'acqua, esistono città di insetti brulicanti e operosi. E poi, più su, il cielo, sfiorato da dita nodose colore del legno che sembrano voler afferrare scampoli di azzurro e fiocchi di nuvole per portarli un po' qui, sulla Terra.
L'abbraccio della natura è caloroso, accogliente, sembra dire: "Non ti serve nient'altro, qui hai tutto quello di cui hai bisogno. Chiedi agli alberi, ai fili d'erba, all'acqua e alle montagne ciò che vuoi, loro ti ascolteranno e ti guideranno. Bentornata a casa, anima antica".
E io a casa ci sono tornata, mi ci sono sentita. E anche se adesso sono a chilometri di distanza da quel luogo meraviglioso che ha saputo regalarmi tanto e donarmi pensieri nuovi e rigeneranti, ho chiuso in un cassetto del mio cuore quelle sensazioni e di tanto in tanto le tiro fuori pian piano per provarle ancora e ancora. La gioia, quando la trovate, va indossata come un vestito sempre nuovo. Chiudetela pure in un cassetto, ma tiratela fuori all'occorrenza, riempitevi gli occhi dei suoi colori e mettetevela addosso, ricordandovela, cucendovela sulla pelle, perché ne vale davvero la pena.

domenica 31 luglio 2016

Lunario magico: Luna Nuova della Gioia



Nome: Luna Nuova della Gioia
Giorno: martedì 2 agosto 2016
Ora di novilunio: 22:46
Impulso lunare: discendente
Transito lunare: Leone
Dimora lunare: XII
Transito solare: Leone
Vuoto lunare: dalle ore 01:00 alle ore 05:00 di martedì 2 agosto 2016
Pianta del giorno: Issopo.
Energie: meditazione, riposo.
Rituali: è meglio evitarli in questa fase lunare.
Curiosità: il 2 agosto 1589 fu ucciso Enrico III di Francia, figlio di Caterina de' Medici e ultimo re della dinastia dei Valois. I suoi contemporanei lo dipingevano come uno stregone; era accusato di aver aperto una scuola di magia al Louvre e di aver ricevuto in dono Terragon, uno spirito familiare che lo aiutava nei suoi rituali e che gli aveva procurato un anello in cui rinchiudere la sua anima quando trattava con i demoni, in modo che non gliela portassero via.


Il novilunio di questo mese coincide con la prima festa del raccolto, Lammas o Lughnasad presso i Celti. Questi sono i giorni in cui le ore di luce diminuiscono visibilmente e la notte prende sempre più piede rispetto al giorno. 
Il nome di questa novilunio è bellissimo: Luna della Gioia. Oggi possiamo gioire, infatti, delle nostre fatiche, di ciò che nei mesi scorsi abbiamo seminato e di come abbiamo lavorato. Con questa Luna raccogliamo le ricchezze della terra sia in senso materiale che spirituale, facciamo il bilancio del nostro personale raccolto e approfittiamone per meditare e ringraziare su quanto ottenuto. Ricordiamoci, infatti, che con la Luna nuova sono sconsigliati i rituali: non si agisce, ma si riflette e si progettano nuove cose, è questa l'energia giusta per festeggiare questo momento, e oggi possiamo farlo con entusiasmo, accettando anche nuove sfide. Possiamo anche disintossicarci e purificarci profondamente.
Dato che la fase lunare corrente ha in sé la fine di un ciclo e l'inizio di un nuovo, con conseguente trasformazione, possiamo allinearci a queste energie unite a quelle di Lughnasadh, appunto: mangiamo del pane fatto in casa da noi, condividendolo con gli amici a noi più cari. Il grano che lo compone è simbolo di trasformazione e completamento e mangiarlo diviene un rito vero e proprio, se fatto in modo consapevole.
Per via del transito della Luna in Leone, oggi potremmo essere coraggiosi, impulsivi e passionali, potremmo avere fortuna nell'ascesa sociale, sentirci più poetici e provare attrazione verso tutto ciò che è lussuoso e sfarzoso (attenzione all'azzardo e alle speculazioni). Stiamo attenti, però, perché la Luna in questo segno zodiacale ci porta a essere imprudenti, più orgogliosi del normale, in modo immotivato e persino pericoloso. Le persone di basso rango sociale oggi potrebbero essere ostili e più intolleranti e le passioni forti potrebbero sfociare facilmente nella violenza. Potrebbero anche esserci problemi e complicanze nella sfera amorosa, soprattutto per quanto riguarda il rapporto di coppia e con i figli. La Luna in Leone porta facilmente piogge, soprattutto se calante, quindi nei prossimi giorni potrebbero verificarsi precipitazioni. Dal punto di vista fisico, questa Luna influisce sul cuore, la circolazione, la colonna vertebrale e il diaframma: potete dedicarvi alle cure e ai riti di guarigione che riguardano queste parti del corpo, perché saranno più efficaci. Sconsigliate sono invece le operazioni chirurgiche. La Luna in questo segno, infine, può essere utile per propiziare la gravidanza, in particolare se la madre ha molta paura dell'esperienza che sta affrontando.
Anche il Sole transita in Leone, a ribadire i concetti precedenti: possiamo riflettere sulla nostra passionalità, sia in amore che negli altri ambiti della nostra vita, e possiamo proteggerci da individui dalla personalità dominante o da situazioni che ci impediscono una vita indipendente.


Fonti di riferimento per i dati raccolti:
- Il cerchio della luna
- Cronache esoteriche
- Le porte della Luna, Devon Scott
- Almanacco magico, Devon Scott
- Incantesimi con la luna, Diane Ahlquist

lunedì 25 luglio 2016

Meditazione per ritrovare una parte perduta di se stessi

Ho ideato questa meditazione personalmente, per aiutare una carissima amica.
Potete utilizzarla per riconciliarvi con una parte di voi che credete perduta o ancora con un aspetto del vostro carattere o della vostra spiritualità/interiorità che state notevolmente trascurando.

Rilassatevi e mettevi comodi. Se non vi riesce stare seduti con la schiena perpendicolare al pavimento, potete anche sdraiarvi. Chiudete gli occhi e concentratevi sul ritmo del vostro respiro fino a renderlo regolare e lento. 
Se lo desiderate, potete farvi accompagnare in questo viaggio dal vostro spirito guida, se lo avete già incontrato in precedenza, altrimenti procedete da soli. Immaginate, dunque, di camminare in un posto che potrebbe essere un bosco o una spiaggia, come preferite. Durante il cammino potete scegliere di soffermarvi qualche attimo a osservare il paesaggio e i suoi dettagli.
Se avete scelto di camminare nel bosco: come sono gli alberi?
Se avete scelto di camminare sulla spiaggia fate attenzione ai suoi particolari: è di sabbia, di ciottoli...? Il mare è calmo?
Guardate con attenzione: ci sono simboli, oggetti lasciati in giro? Significano qualcosa per voi? Potete decidere se raccogliere quello che trovate lungo la strada o se lasciarlo dov'è, intanto proseguite. 
Se avete scelto di camminare nel bosco, giungerete a una radura aperta e ariosa.
Se avete scelto di camminare sulla spiaggia, vi ritroverete a ridosso di una un'alta scogliera. C'è una fenditura nella roccia, l'ingresso a una spelonca. Entratevi dentro e camminate ancora per poco percorrendo un breve tunnel. Vi porterà a un piccolo lago illuminato da un buco in alto nel soffitto roccioso.
In questo luogo incontrate voi stessi, il vostro riflesso, la parte di voi che avete perso e volete ritrovare. Guardatela bene: è una copia esatta di voi, ma diversa, il vostro Io più autentico. Immaginatevelo con degli abiti, dei monili, dei tatuaggi che rispecchino quello di voi avete perso e vorreste ritrovare. Dopo aver osservato il vostro riflesso, camminategli incontro e ascoltate se ha qualcosa da dirvi, poi fondetevi con esso: entra dentro di voi e divenite una cosa sola.
A questo punto, ripercorrete a ritroso i vostri passi, sentendovi completi e sereni grazie al ricongiungimento avvenuto. Prendetevi tutto il tempo necessario per tornare al presente.
Appena sarete pronti, trascrivete la vostra esperienza e tutto quello che avete ricevuto, visto e vissuto durante la meditazione nel vostro diario personale.